Frontalieri in allerta dopo le svalutazioni delle banche svizzere
5 03 2008Frontalieri in allerta dopo le svalutazioni delle banche svizzere
Credit Suisse ha effettuato svalutazioni per 2,85 miliardi di dollari nel credito strutturato e ha rilevato degli errori di prezzatura che incideranno negativamente per un miliardo di dollari sul risultato netto del primo trimestre. Le svalutazioni sono emerse nel corso di un’indagine interna che ha svelato alcuni errori di un piccolo numero di trader che ha portato alla sospensione di alcuni operatori.
La notizia in sé è poca cosa o, per meglio dire, si potrebbe pensare che è poca cosa rispetto ai 19 miliardi di dollari che da un giorno con l’altro sono spariti dai bilanci di UBS, atro colosso bancario elvetico, o del fanta-buco che un solo trader francese è riuscito a scavare mettendo letteralmente in ginocchio la banca parigina Société Générale.
Verrebbe quasi da sorridere nell’apprendere che anche l’immagine della solidità svizzera a volte si incrina e svela un accenno di “errore umano” - come lo hanno definito i vertici del Credit Suisse -, ma per un territorio come la provincia di Varese, da sempre abituato a commerciare con il vicinissimo Canton Ticino, la notizia crea non poco allarme tra le migliaia di lavoratori e risparmiatori che hanno da sempre avuto un particolare rapporto col sistemta bancario bancario svizzero, spesso preferendolo a quello italiano.
In questi ultimi anni la convenienza del “conto in Svizzera” è andata via via riducendosi. Basti pensare che tra gli anni ottanta e i primi anni novanta il cambio è passato da trecento lire per un franco a piu di mille, contribuendo così a rafforzare il potere d’acquisto non solo per i frontalieri italiani che trovavano lavoro in Svizzera, ma anche dei numerosi imprenditori che spesso si appoggiavano alle banche elvetiche sia per la loro ben nota discrezione, sia per i sofisticati strumenti di gestione del risparmio che permettevano di contrastare gli altissimi tassi dei mutui italiani.
Oggi invece la situazione sta progressivamente cambiando, il Franco svizzero risente della forza dell’ Euro e perde progressivamente terreno, il segreto bancario è minacciato dalle pressanti richieste dell’ Unione Europea di una maggiore trasparenza e gli scandali della finanza globale non risparmia i fondi targati CH, con buona pace di tutti quei risparmiatori delle province di Varese e Como che hanno sempre guardato a Lugano come ad un forziere inattaccabile.
Sicuramente non siamo davanti a un terremoto finanziario come quello che ha investito l’America con i mutui subprime, però una cosa é certa: la scossa con epicentro Zurigo si è avvertita con forza anche qui in provincia.